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La borragine, pianta spontanea che fa bene alla salute e nutre con gusto

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La borragine (Borago officinalis) è una pianta della famiglia delle Boraginaceae. I suoi semi sono ricchi di acidi grassi polinsaturi e sono utilizzati per le loro proprietà antinfiammatorie e protettive del sistema cardiovascolare ed ha diverse proprietà terapeutiche: contiene in abbondanza vitamina C, potassio e nitrati. Come tonico per il sistema nervoso la borragine è ottima se preparata come infuso. Il cuore trae beneficio dalle caratteristiche di questa pianta anche in senso più energetico, oltre che fisiologico: è un calmante, ridona la gioia di vivere, di stare al mondo con serenità e agisce anche sul sistema respiratorio. Di fatto, polmoni e cuore sono legati a filo doppio: la respirazione quando è profonda e rilassata permette anche al cuore di stare “al caldo”, di starsene “comodo”.  La borragine un potente sfiammante e viene usato per contrastare tutti i processi di acidificazione interni al corpo; viene usata anche per l’irregolarità del ciclo, per i disturbi femminili quali amenorrea e dismenorrea, e per i disturbi a livello cutaneo.  Assumendo l’olio di borragine si fa una bella riserva di omega 6, nella riduzione del rischio cardiovascolare, il controllo di colesterolo alto e ipertensione e l’azione antinfiammatoria coadiuvante nella cura dell’artrite reumatoide.

Nella tradizione, la borragine veniva considerata un antidoto alla malinconia, per cui veniva anche definita “erba della allegrezza”. Il nome potrebbe avere varie derivazioni. Alcuni sostengono che derivi dal celtico “borrak” che significa coraggio: infatti veniva aggiunta al vino  per dare coraggio ai guerrieri. Altri sostengono che il nome derivi dal latino “borra”, cioè lana ruvida, con riferimento alla peluria che copre abbondantemente la pianta. Pianta erbacea, spesso coltivata come annuale, può raggiungere l’altezza di 80 cm. La borragine cresce spontanea e fiorisce da fine aprile a luglio. Ha foglie ovali ellittiche, picciolate, che presentano una ruvida peluria, verdi-scure raccolte a rosetta basale lunghe 10-15 cm e poi di minori dimensioni sullo stelo. I fiori presentano cinque petali, disposti a stella, di colore blu-viola, al centro sono visibili le antere derivanti dall’unione dei 5 stami. I fiori sono sommitali, raccolti in gruppo, penduli in piena fioritura e di breve durata. Hanno lunghi pedicelli. I frutti sono degli acheni che contengono al loro interno diversi semi di piccole dimensioni, da cui si ricava questo prezioso olio. La borragine dai delicatissimi fiori azzurri cresce generalmente spontanea, ma può essere anche coltivata; possiamo collocarla nel nostro orto dei semplici, cioè nella zona riservata alle aromatiche e officinali, anche in un vaso, dove certamente non  sfigurerà ma darà un tono di eleganza e colore al gruppo di aromatiche che talvolta, nel suo complesso, è abbastanza monotono.

L’uso massiccio di foglie e fiori crudi, recentemente, viene sconsigliato da alcuni, in quanto conterrebbero sostanze nocive. Nella pratica tuttavia i fiori sono sempre stati  usati per guarnire le insalate, in quantità davvero esigua. Nelle cucine tradizionali regionali le foglie vengono usate cotte per ravioli, frittate, minestroni; si friggono anche nella pastella come i fiori di zucca e le foglie di salvia. La borragine ha un sapore che ricorda molto quello del cetriolo, per cui le foglie si usano nelle insalate. Con i fiori si possono decorare le torte, dal momento che conservano il loro colore anche dopo essere state cotte al forno.  I fiori di borragine sono elementi decorativi eccezionali: possono essere congelati nei cubetti di ghiaccio per rallegrare le bibite estive.

I fiori e le foglie sono entrambi commestibili, ma è preferibile mangiare, soprattutto quest’ultime, cotte, sia per eliminare facilmente la peluria, sia per non rischiare un’intossicazione del fegato: sembra infatti che le foglie, a crudo, presentino sostanze epato-tossiche. Dai semi è, inoltre, possibile ricavare, a freddo, un olio ricco di acidi grassi utilizzabile in cucina come condimento o per uso esterno per nutrire e riparare la pelle secca, sfruttandone le proprietà antiossidanti. In linea di massima, la borragine può essere trattata come gli spinaci e le biete. Se non l’avete mai provata, vi consigliamo 5 soluzioni per assaggiarla.

1) Menestrun a zeneize. Il minestrone genovese è una minestra simile alla ribollita. Come per questa, gli ingredienti principali sono verdure e legumi e se nel piatto toscano troviamo il cavolo nero, in quello genovese è presente la borragine. In ogni caso il segreto per ottenere un piatto gustoso, saporito e ben equilibrato è la possibilità di lasciarlo riposare prima di consumarlo in modo tale che gli ingredienti si amalgamino bene tra loro.

2) Ravioli liguri. La borragine si presta particolarmente bene ad arricchire il ripieno della pasta. Nella cucina ligure la si ritrova, ad esempio, assieme a formaggio, a macinato di maiale e vitello, a salsicce e frattaglie all’interno dei ravioli che sono poi conditi con salsa di pomodoro o di noci.

3) Borragine in padella. La borragine è un ottimo contorno e può sostituire le erbette o le bietole. Lessate le foglie di borragine in acqua leggermente salata, scolatele e strizzatele bene. Tritatele grossolanamente e ripassatele poi in padella con aglio, un filo d’olio, acciughe dissalate e profumo di finocchio selvatico.

4) Frittelle di borragine. Quella delle frittelle è una ricetta semplice e veloce, ma molto gustosa. Scegliete delle foglie integre e belle larghe; preparate una pastella mescolando delicatamente della birra ben fredda, o acqua gassata se preferite, uova e farina con un pizzico di sale e immergetevi le foglie. Friggete in abbondante olio bollente. Servite le frittelle ben calde.

5) Frittata di fiori. Anche i fiori della borragine sono buoni da mangiare. Potete usarli per dare colore all’aceto, decorare piatti e bevande o, ad esempio, per arricchire una frittata. Lavateli delicatamente e asciugateli bene stendendoli su un canovaccio. Procedete come per preparare un normale frittata e aggiungete i fiori all’ultimo momento prima di completare la cottura.

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