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Nino Castiglione riapre la tonnara di Favignana

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Favignana e la sua tonnara, ritorno alla vitaLa storica tonnara di Favignana riapre i battenti. A gestirla saranno i Castiglione, noti imprenditori trapanesi del tonno che da anni lottano per far riaprire una delle piú antiche tonnare del Mediterraneo, quella delle acque cristalline che circondano le Isole Egadi in provincia di Trapani. Il Ministero delle Politiche agricole alimentari forestali e del turismo ha riattivato la tonnara e si attende il varo del nuovo piano di pesca per le quote tonno, ovvero i quantitativi massimo di cattura della pregiata specie.

“Un buon 80 per cento del lavoro è stato fatto”, dice Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento della Pesca mediterranea della Regione siciliana. La tonnara trapanese riprenderà presti l’attività, la posa di decine di chilometri di reti  per la cattura del tonno rosso del Mediterraneo.

Nino Castiglione dell’omonima azienda di pesca e di trasformazione alimentare di Trapani si prenderà cura della storica  tonnara  di Favignana. Inoltre deve riportare allo splendorw di un tempo la struttura, che oggi invece solo un punto di attrazione turistica con musei annessi per la visione degli antichi strumenti e sede di eventi.

“Se pensiamo che solo due anni fa la tonnara di Favignana stava per essere cancellata – dice Cartabellotta – quello di oggi è un risultato straordinario. La Tonnara, poi, è diventata un polo turistico; oggi viene riconosciuta ai fini della pesca, ma soprattutto potrà diventare un luogo importantissimo per la tutela e la salvaguardia di quel tratto di mare”.

L’iter non è stato semplice come racconta lo stesso Cartabellotta, visto che c’èstata un’interazione tra pubblico e privato, prima dell’arrivo del bando pubblico per l’individuazione del gestore della tonnara. E a gestirla torna un nome storico di Favignana, quella Nino Castiglione che tra il 1985 e il 1997 l’aveva già gestita, prima di cederla ad una cooperativa.

“Una bellissima notizia – dice Filippo Amodeo, amministratore delegato della Nino Castiglione – adesso però è necessario capire quante quote saranno assegnate alla tonnara di Favignana”. Già, la questione quote rimane un nodo abbastanza delicato da sciogliere. Nel 2019 le quote, stando a quanto dicono gli addetti ai lavori, dovrebbero aumentare sensibilmente. Ma solo l’8 per cento dovrebbe essere destinata alle sei tonnare italiane (5 in Sardegna e una in Sicilia): basterà questa piccola fetta di quantitativo di tonni per garantire il loro sostentamento economico?

“Non abbiamo ancora fatto delle stime precise – dice Amodeo – ma dalle prime indicazioni per gestire al meglio la tonnara di Favignana occorreranno tra 600 e 700 mila euro l’anno. Al di sotto non ha senso mettere in mare le nostre barche”. Anche perché, spiega Amodeo, la tonnara ha bisogno di strumenti adeguati che, in molti casi, devono essere acquistati nuovi.

“La questione quote sarà affrontata successivamente – dice Cartabellotta – Fino ad oggi non era nemmeno possibile fare la richiesta. Sappiamo che nel 2019 le quote aumenteranno. In ogni caso mi pare che la riapertura di questa tonnara che la riporta alla sua funzione originale, sia una svolta per l’economia dell’isola, ma non solo se pensiamo all’indotto che genererà. Ora tutti devono capire quanto sarà diverso mangiare un tonno rosso siciliano rispetto ad un tonno pinna gialla”.

Ma a proposito: i tonni al largo del mare di Favignana ci sono? “Altrochè – dice Amodeo – E’ sufficiente leggere le cronache per scoprire quanti pescatorti vengono multati per pesca di tonno illegale”

Tutta l’antica tradizione siciliana espressa attraverso i prodotti dell’azienda Nino Castiglione

In un contesto sociale ed economico difficile, in cui le aziende delocalizzano o riducono il personale per sopravvivere o ancora peggio chiudono, c’è chi ancora resiste dando lavoro a ben 235 dipendenti tutti siciliani. Non è una favola, è la storia dell’antica tradizione dell’azienda Nino Castiglione la cui sede si trova a Trapani; azienda ancorata a quei valori unici, quali ad esempio la lavorazione artigianale, che rapiscono il palato con i propri prodotti che creano “emozione” proprio perchè evocano tutta la tradizione maestosamente siciliana.

La sicilianità è la precisa volontà dei titolari dell’azienda Castiglione: un modo per raccontare l’amore per la propria terra con “Un prodotto interamente lavorato a Trapani – come loro stessi ci spiegano – attraverso procedure che rispettano l’antica tradizione e  maestranze rigorosamente del luogo“, anche lo stesso scatolificio è siciliano, infatti, si trova a Palermo.

Diverse le linee produttive: il classico Auriga, un tonno a pinne gialle di provenienza oceanica che viene lavorato interamente nello stabilimento siciliano di Trapani, città da sempre vocata alla pesca e alla lavorazione del tonno. Novità che già riscuote grande favore del consumatore è l’Auriga leggero, con più tonno e meno olio: con il 50% di grassi in meno rispetto all’Auriga tradizionale sgocciolato. L’impegno della Castiglione nei confronti di questo marchio è testimoniato dalla creazione di una linea premium ovvero la selezione San Cusumano (nome della contrada dove sorge la tonnara-stabilimento): caratterizzata dal colore blu, interessa formati particolari a produzione lenta o addirittura manuale, e prodotti speciali legati alla tradizione di tonnara, già affettati.

Il tonno Florio, che si rifà alla leggendaria famiglia che portò lustro imprenditoriale e culturale nella Sicilia della Belle Epoque, “recentemente da noi acquistato – sottolineano i proprietari – perché abbiamo deciso di salvare questo storico marchio nato in Sicilia e poi commercializzato su tutto il territorio nazionale. La storia del tonno inizia proprio con l’azienda Florio una risorsa del nostro territorio che non abbiamo voluto disperdere“.

L’azienda Nino Castiglione opera dal 1933 e rappresenta una realtà industriale consolidata, dotata di moderni stabilimenti, impianti produttivi all’avanguardia, laboratori per il controllo qualità, linee di confezionamento e una capillare organizzazione logistica.

La tracciabilità è principio fondante di un altro valore aziendale: la sostenibilità. Sensibile alla salvaguardia dell’ecosistema, la Nino Castiglione ha aderito al progetto dolphin safe, che garantisce una pesca selettiva e ha ottenuto anche le certificazioni Friend of the Sea e MSC, due significativi traguardi nell’ottica del rispetto per le sue specie marine e per gli oceani. L’azienda condivide, inoltre, il protocollo dell’Unione Europea che bandisce la pesca illegale e non regolamentata.

Offrire qualità e servizio in un contesto economico davvero molto complesso, con la concorrenza spietata di questo settore non è semplice “Ma pur tra mille difficoltà – aggiungono – prima fra tutte la nostra posizione periferica e la carenza di infrastrutture, non vogliamo rinunciare al nostro essere “maestosamente siciliani”: nessuna delocalizzazione, “artigiani” locali che lavorano il tonno, fornitori siciliani o del Sud Italia, lavorazione industrializzata che garantisce sicurezza e igiene alimentare ma che parte dai dettami della nostra tradizione“.

L’azienda Nino Castiglione, inoltre, è il primo produttore italiano di tonno in scatola a marchio privato, tra le principali insegne per la grande distribuzione nazionale, “questo significa che l’azienda posto il 100% del fatturato, il 90% lo esprime con le marche del distributore  e  il 10% con le  marche Auriga, San Cusumano, e il tonno a marchio Florio“.

L’obiettivo è continuare a concentrarci sul mercato nazionale – continuano –Secondo noi, infatti, l’industria agroalimentare italiana ha un vero e proprio ruolo sociale: quello di dare lavoro agli italiani senza delocalizzare. Inoltre, sono quei consumatori che vanno a fare la spesa al supermercato, alimentando così un circolo virtuoso che permette a tutti di prosperare. Occupare 235 dipendenti in un territorio industrialmente tanto povero è per noi motivo di orgoglio ed esprime la nostra totale appartenenza al territorio“.

Un’azienda storica, dove una volta la materia prima era sotto casa, nel senso che si poteva pescare il tonno del luogo e inoltre oggi, è l’unico stabilimento rimasto in Sicilia che ancora continua a esercitare l’attività per cui è nato; gli altri sono stati trasformati in strutture ricettive, o sono stati abbandonati.

Maestosamente siciliano vuol dire proprio questo per noi: l’appartenenza al territorio e ai valori di questa terra che sentiamo forti“.

Insomma, maestosamente siciliani di nome e di fatto.

Fonte www.cronachedigusto.it

           www.sicilia.it

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