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Acquacoltura, presentato il bando Feamp a Petralia Sottana

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Presentato dal dottor Dario Cartabellotta, Direttore del Dipartimento Pesca della Regione Sicilia, il Programma Feamp 2014-2020 – incentivi allo sviluppo dell’acquacoltura in Sicilia. La Conferenza si è tenuta oggi alle ore 10,30 a Petralia Sottana presso la sede dell’Ente Parco delle Madonie, a cura della Regione Siciliana -Assessorato Agricoltura Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea e Assessorato Territorio e Ambiente.

La Regione Siciliana, attraverso un programma di ricerca e sviluppo del capitale umano, promuove una serie di attività tecniche e scientifiche che prevedono tra l’altro i Servizi: di gestione, di sostituzione e consulenza alle imprese di acquacoltura, l’Aumento del potenziale dei siti di acquacoltura e Misure relative alla salute e al benessere degli animali.

Erano presenti, tra gli altri, Toto Cordaro, Assessore Regionale al Territorio ed Ambiente; Edy Bandiera, Assessore Regionale Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea; Alfonso Milano, Coordinatore Centro Regionale per lo Sviluppo dell’Acquacoltura; Giuseppe Dimino, Dirigente Servizio Acquacoltura, Maricoltura, Trasformazione; Giuseppe Battaglia, Dirigente Generale Dipartimento Ambiente, e Salvatore Caltagirone – Commissario Straordinario dell’Ente Parco delle Madonie.

“La Regione Siciliana, ha importanti potenzialità per sviluppare una acquacoltura sostenibile sia in mare che nelle aree interne – ha sostenuto Dario Cartabellotta, Dirigente Generale Dipartimento Pesca Mediterranea -. Anche le Madonie rappresentano potenziali siti per insediare start up e sviluppare una economia legata anche agli aspetti turistici e ricreativi che per molte aziende possono rappresentare una importante integrazione al reddito”.

L’acquacoltura, cioè la produzione di pesci, molluschi e crostacei in ambienti controllati dall’uomo, è un settore in fortissima ascesa soprattutto nel bacino del Mediterraneo. La molluschicoltura siciliana è rappresentata da due impianti operanti nella Provincia di Siracusa e due impianti nella Provincia di Messina, dediti quasi esclusivamente alla stabulazione di mitili, quindi non propriamente ascrivibili tra gli impianti di allevamento.

Il Commissario Salvatore Caltagirone: “Si tratta di un programma in linea con la SNSvS “Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile”, affidato in Italia al Ministero dell’Ambiente. Costituisce un quadro strategico di riferimento delle politiche settoriali e territoriali in Italia che si protrarrà sino al 2030 disegnando un ruolo importante nel suo percorso di attuazione”.

La Sicilia punta decisa sull’acquacoltura e lo scorso primo giugno, ad Assoro, in provincia di Enna, l’azienda agricola Algozino Salvatore (contrada Passo del Catalano – Piano Comune) ha tagliato il nastro impegnandosi in questa nuova “coltivazione”. L’azienda ennese ha sfruttato subito le potenzialità del bando europeo investendo su un settore che, numeri alla mano, potrebbe diventare importante per l’intera economia isolana.

Grazie ai Fondi Europei viene incentivata l’Acquacoltura 2.0 caratterizzata da risparmio energetico, sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare” dice Dario Cartabellotta, Dirigente generale del Dipartimento Regionale della Pesca dell’assessorato regionale siciliano dell’agricoltura. “Le proteine del pesce hanno elevatissimo valore biologico e minore impatto ambientale rispetto agli altri sistemi di allevamento – continua Cartebellotta –. Il prodotto di acquacoltura mette insieme queste caratteristiche e offre garanzie di qualità e gusto ai consumatori. Ad oggi l’import italiano del prodotto di acquacoltura proveniente dal bacino mediterraneo (Turchia, Grecia, etc) è di 4 miliardi di euro. Le potenzialità della Sicilia sono elevatissime sia per la maricoltura che per l’acquacoltura rurale delle aree interne, dove gli imprenditori agricoli diventano anche allevatori di pesce. Non resta che sfruttarle in pieno”.

Ad oggi in Sicilia ci sono 5 aziende di acquacoltura in acque marine (“Acqua Azzurra” di Pachino; “Acquacoltura” Lampedusa“Ittica San Giorgio” di Licata; “Gruppo del pesce” di Trapani; “Sicilittica” di Licata) e 6 aziende di acquacoltura in acque interne (“Agroittica Macrostigma” di Rosolini; “La Trota” di Palazzolo Acreide; “Contino” di Caronia; “Sirio Impianti” di Sinagra; “Salvo” di Fiumefreddo di Sicilia; “Porrazzito” di Acate).

Un impianto di Acquacoltura innovativo è quello di Vasano, una delle tante contrade dei Nebrodi. È il secondo in Sicilia per capacità produttive e addirittura l’unico in regione (da Perugia in giù} ad avere un incubatoio. Lo ha realizzato un imprenditore ribelle e vivace di Caronia, Salvatore Contino. Un progetto da un milione e 680 mila euro, finanziato per il 60% dall’assessorato regionale delle Risorse agricole ed alimentari e cofinanziato dalla comunità europea.

Lo stabilimento, che ha un potenziale produttivo di 120 quintali, è composto da 10 vasche, 8 metri di diametro per 1,30 di altezza, ed “ospita” allevamenti di persico -trota e persico -spigola. Si tratta di un impianto a ricircolo, si utilizza al 90 % sempre la stessa acqua e questo significa controllo scientifico e continuo e massima qualità del pesce.

Il processo di filtrazione comincia con l’ eliminazione dei solidi sospesi e continua con la creazione di colonie di batteri che trasformano i nitriti nei meno nocivi nitrati, attraverso bio elementi. Le torri di raffreddamento abbattono la temperatura dell’ acqua e ne controllano l’ ossigenazione, la vasca U V, da 100 litri secondo, la sterilizza.

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