Home WINE PRODOTTI BIANCHI “Canavì”, nasce nelle Marche il primo vino “aromatizzato alla marijuana”. E’ un Verdicchio alla Canapa Sativa

“Canavì”, nasce nelle Marche il primo vino “aromatizzato alla marijuana”. E’ un Verdicchio alla Canapa Sativa

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Una combinazione tra il Verdicchio prodotto dalla Cantina Monte Schiavo di Andrea Pieralisi e la canapa dell’Azienda “Canapa Verde” di Alessio Amatori: ecco la bevanda aromatizzata a base di vino Verdicchio e Canapa Sativa, “Canavì”

epa02310452 A worker tends to cannabis plants at a growing facility for the Tikun Olam company near the northern Israeli town of Safed on 31 August 2010. In conjunction with Israel’s Health Ministry, the company currently distributes cannabis or Marijuana for medicinal purposes to over 1,800 people to help relieve pain caused by various health conditions. EPA/ABIR SULTAN ISRAEL OUT

 

Una magica combinazione tra il Verdicchio prodotto dalla Cantina Monte Schiavo di Andrea Pieralisi e la canapa dell’Azienda “Canapa Verde” di Alessio Amatori. Per legge non si può parlare di vino, ma come autorizzato anche dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, si tratta di bevanda aromatizzata a base di vino Verdicchio e Canapa Sativa. Dal punto di vista della normativa nazionale, il principio attivo della cannabis, in Italia legale allo 0,6%, è in questo prodotto ampiamente sotto la soglia: appena lo 0,4%.

“Dopo alcuni esperimenti per trovare la giusta combinazione – racconta Alessio Amatori – l’enologo Simone Schiaffino è riuscito ad ottenere un bevanda alla canapa con un sapore e una fragranza unica nel suo genere, può accompagnare carne, salumi, pasta, pizza e formaggi erborinati”. Nei giorni scorsi sono state imbottigliate le prime 1200 bottiglie (autorizzate dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini) ed è subito iniziata la loro distribuzione; la prossima produzione di bottiglie sarà successiva alla raccolta della canapa perché i due produttori hanno deciso di utilizzare solo infiorescenze fresche. “Molta attenzione viene data alle piccole piante, ma rigogliose – Continua Alessio Amatori -; partono da un’altezza di 1 metro e mezzo fino ad un massimo di 1 metro e 70. La canapa non è semplice da coltivare, ma è anche vero che di questa pianta, possiamo dire, non si butta via niente”.

Fino ad oggi l’utilizzo della canapa in campo alimentare ha visto nascere una vasta gamma di prodotti: dalla farina alla pasta, ma anche piadine, pizze, biscotti e olio spremuto dai semi. Ci sono poi creme, pomate e saponi, ma anche cioccolata e le tante birre artigianali vista la “parentela della canapa con il luppolo”.

Ora è il momento del vino e quale migliore unione poteva nascere tra la Azienda vinicola Monte Schiavo di Jesi e “Canapa Verde”.  Considerata tra le migliori Aziende vinicole italiane secondo la guida francese internazionale Gilbert et Gaillard edizione 2017, la Monte Schiavo è conosciuta per un famoso “trio di opere d’Arte del Vino”: “Le Giuncare, 2015”, un Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Riserva Classico, il “Pallio di San Floriano, 2016”, un Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore e il “Coste del Molino, 2016” Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico. “Canapa Verde”, azienda agricola che da anni si è dedicata alla coltura della Canapa Sativa,  non è nuova a questo tipo di produzioni avendo già nel proprio catalogo molti prodotti come olio, farina, pasta all’uovo, piadine e saponette “tutto assolutamente a km 0” come assicura il produttore.

http://www.repubblica.it

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